La "Terapia" PDF Stampa E-mail

Nell'applicazione pratica delle 5 leggi biologiche occorre poter distinguere tra ciò che sarebbe la terapia ottimale che consegue logicamente da queste conoscenze e cosa sia realmente fattibile nelle condizioni attuali mediche, cliniche, sociali, familiari e personali.

Il medico che applica le 5 Leggi Biologiche non è un nemico delle medicine, anche se sa che la maggior parte dei processi di madre natura sono già ottimali. Ma utilizzerà i rimedi o i medicamenti per sostenere in modo efficace il decorso del processo riparativo a livello sintomatico.


Nella maggior parte dei casi non c'è bisogno di una terapia medicamentosa di sostegno perché, con una durata conflittuale contenuta e quindi con una massa conflittuale ridotta e senza il conflitto del profugo attivo (ritenzione idrica!), di regola non ci si deve attendere nessuna particolare complicazione.

Restano tuttavia i casi che in natura avrebbero esito letale, che quindi richiedono un intervento clinico, chirurgico o medicamentoso.

Di fronte ad una diagnosi o ad un sintomo specifico, come prima cosa occorre sapere a quale tessuto originario appartiene per essere in grado di sapere precisamente, in base alla terza legge biologica, cosa stia realmente succedendo.

Le complicazioni maggiori si hanno nella fase di soluzione del conflitto, quando, in pratica, si forma l'edema (gonfiore) nel Focolaio di Hamer e nel tessuto che segna l'inizio del processo di riparazione. In qualche caso, in concomitanza del conflitto del profugo, possiamo arrivare perfino ad avere una compressione cerebrale.
Proprio in quel momento bisognerà evitare attentamente che il paziente entri in coma, a causa di questa compressione cerebrale, permettendogli di sentirsi tranquillo e accudito e risolvere così il suo conflitto del profugo (più urina). Se il paziente urina quindi sufficientemente, potrà essere inoltre aiutato con la somministrazione di sostanze simpaticotoniche per ridurre gli edemi cerebrali e organici, riducendo così anche i dolori.

La terapia, quindi, che a questo punto sarebbe meglio chiamare prassi terapeutica, deve essere in accordo con il programma SBS. Qualsiasi atto medico, ovvero qualsiasi strumento terapeutico deve essere finalizzato affinché il processo biologico possa arrivare alla fine, secondo l’antico detto: “Il medico cura, la natura guarisce”.
L’intervento, quindi, diventa un intervento sintomatico e non curativo.