Home Le cure in base alle 5LB Il conflitto del profugo
Il conflitto del profugo PDF Stampa E-mail

Questo programma speciale del “conflitto del profugo” o “conflitto per l’esistenza” è essenziale per la nostra sopravvivenza. E' stato previsto dalla natura almeno 300 milioni di anni fa, quando eravamo organismi che vivevano ancora nell’acqua di mare e destinati a conquistare l’aria e la terra ferma. In quella fase, poteva capitare che un’onda ci buttasse a riva, sulle prime terre emergenti. In quell’epoca la natura ci ha reso possibile trattenere i liquidi nel nostro organismo per permetterci di sopravvivere, senza disidratarci, aspettando l’arrivo della successiva marea. Ancora oggi reagiamo, a livello viscerale, con questo antico programma speciale e sensato ogni volta che ci sentiamo persi (come ad es. in seguito a una diagnosi grave), senza più i nostri punti di riferimento (come un “pesce fuor d’acqua”), soli e abbandonati a noi stessi, in lotta per la nostra stessa esistenza. Da qui il termine di “profugo” usato da Hamer per definire il senso biologico.
In queste situazioni quindi, avendo il “conflitto del profugo” attivo, i nostri tubuli collettori renali aumentano istantaneamente la loro funzione di ritenzione idrica. Il liquido trattenuto confluirà prioritariamente proprio in quei tessuti che in quel momento stanno riparando, aumentando di conseguenza anche tutti i disagi dovuti all’espansione degli edemi nel nostro corpo.
La concomitanza nel nostro organismo della ritensione idrica dovuta al conflitto del profugo attivo e la fase di riparazione edematica di un qualsiasi tessuto organico sono definiti da Hamer "sindrome dei tubuli collettori".
 Tutti i forti aggravamenti dei sintomi sono quindi da attribuire quasi sempre a tale sindrome!